Un nuovo studio del CoEHAR, condotto su oltre 7.600 adulti in Inghilterra, evidenzia quanto sia importante conoscere la storia tabagica delle persone che utilizzano sigarette elettroniche per interpretare correttamente i dati sulla presenza di patologie croniche.

Pubblicato sul Journal of Epidemiology and Population Health, lo studio ha analizzato i dati di 7.625 adulti della Health Survey for England 2022. I ricercatori hanno distinto sei gruppi: persone che non avevano mai fumato né utilizzato e-cig, fumatori, ex fumatori, utilizzatori di e-cig che non avevano mai fumato, utilizzatori di e-cig con una precedente storia di fumo, e dual users.

La precedente esposizione al fumo fa la differenza

Dopo aver tenuto conto di fattori sociodemografici e comportamentali, una maggiore presenza di patologie croniche e multimorbilità è emersa tra fumatori, ex fumatori, dual users e utilizzatori di e-cig con una precedente storia tabagica.

Tra coloro che utilizzavano e-cig ma non avevano mai fumato, invece, non è emersa una chiara evidenza di una maggiore presenza di patologie croniche o multimorbilità rispetto a chi non aveva mai fumato né svapato.

Il risultato deve però essere interpretato con cautela: questo gruppo comprendeva soltanto 44 partecipanti, prevalentemente giovani, e le stime presentavano ampi margini di incertezza. Gli autori sottolineano quindi che l’assenza di associazioni statisticamente significative non dimostra che l’uso di e-cigarette sia privo di rischi.

Perché la storia tabagica è così importante

Molte persone che oggi utilizzano sigarette elettroniche sono ex fumatori. Le patologie riscontrate in questi soggetti possono quindi riflettere, almeno in parte, gli effetti cumulativi di anni di precedente esposizione al fumo di sigaretta.

C’è inoltre un altro elemento da considerare: alcune persone possono decidere di smettere di fumare o di passare alle e-cigarette proprio dopo l’insorgenza o il peggioramento di un problema di salute. È il fenomeno della cosiddetta reverse causation, che può rendere più complessa l’interpretazione degli studi osservazionali.

Non tutti gli utilizzatori di e-cig sono uguali

Lo studio mette quindi in evidenza un aspetto metodologico importante: chi utilizza e-cig non può essere considerato come un’unica popolazione. Una persona che svapa ma non ha mai fumato, un ex fumatore che è passato completamente alle sigarette elettroniche e un dual user hanno storie di esposizione molto diverse.

Anche i risultati relativi al dual use devono essere letti con cautela. Le associazioni osservate non dimostrano che l’uso contemporaneo di sigarette ed e-cig abbia causato le patologie rilevate. Tuttavia, continuare a fumare significa mantenere l’esposizione ai prodotti nocivi della combustione. Per questo, gli autori sottolineano che smettere di fumare o passare completamente dalle sigarette combustibili a quelle elettroniche rappresenta un percorso preferibile rispetto al continuare a utilizzare entrambi i prodotti.

Trattandosi di uno studio trasversale, i risultati non consentono di stabilire rapporti di causa-effetto. Saranno necessari studi longitudinali più ampi, con informazioni più dettagliate sulla durata e sull’intensità del fumo, sul tempo trascorso dalla cessazione e sull’utilizzo delle sigarette elettroniche.

Il messaggio dello studio è chiaro: per interpretare correttamente i dati sulla salute delle persone che svapano, non basta sapere quale prodotto utilizzano oggi. È essenziale conoscere anche la loro storia tabagica.

Riferimento

Adebisi YA, Cantone G, Bafail DA, Ogunkola IO, Tomaselli V, Shukri AK, Alshahrani NZ, Lucero-Prisno DE 3rd, Polosa R. Heterogeneous associations between cigarette and e-cigarette use patterns and chronic disease burden: A population-based study. Journal of Epidemiology and Population Health. 2026;74(6):203800. doi: 10.1016/j.jeph.2026.203800.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2950433326006348?via%3Dihub

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