CoEHAR international workshop 2026

Ricercatori e professionisti sanitari provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a Catania per tre giornate di confronto scientifico, formazione pratica e progettazione condivisa, creando nuove opportunità di collaborazione internazionale nell’ambito della riduzione del danno da fumo e della salute pubblica.

Dal 27 al 29 ottobre 2026, il Center of Excellence for the Acceleration of Harm Reduction (CoEHAR) dell’Università di Catania ha ospitato il CoEHAR International Workshop 2026, riunendo una rete internazionale di ricercatori, clinici ed esperti di salute pubblica provenienti da 12 Paesi. Un programma intensivo concepito non soltanto per discutere i risultati della ricerca, ma soprattutto per gettare insieme le basi di nuovi studi scientifici.

Guidata dal prof. Giovanni Li Volti, Direttore del CoEHAR, e dal prof. Riccardo Polosa, fondatore del Centro, l’iniziativa ha combinato presentazioni scientifiche, attività di laboratorio, discussioni multidisciplinari e sessioni interattive di co-design, proponendo un approccio alla cooperazione scientifica che supera la tradizionale condivisione dei risultati per arrivare alla progettazione congiunta di nuove ricerche.

In apertura, Li Volti ha illustrato la rete internazionale del CoEHAR, i risultati scientifici raggiunti e le priorità future, sottolineando l’importanza di costruire collaborazioni durature. Polosa ha approfondito le evidenze emergenti e le questioni ancora aperte nel campo della riduzione del danno da fumo, delineando gli orientamenti scientifici che hanno poi guidato le successive discussioni.

Superando il modello del convegno tradizionale, il workshop è stato concepito come un percorso progressivo: dalle evidenze scientifiche all’esperienza pratica, dalle domande di ricerca condivise alla progettazione di nuove collaborazioni.

Quattro iniziative di punta del CoEHAR hanno costituito il punto di partenza scientifico del programma. Daniela Saitta ha presentato la collaborazione CoEHAR–UNPAD, illustrando come il partenariato con l’Università di Padjadjaran, in Indonesia, si sia evoluto in un modello più ampio di cooperazione scientifica, formazione, mobilità e coinvolgimento istituzionale. Rosalia Emma ha approfondito i risultati e gli insegnamenti metodologici di REPLICA, lo studio internazionale di laboratorio dedicato all’analisi del fumo di sigaretta e degli aerosol dei prodotti senza combustione. Giusy La Rosa ha presentato SMILE, lo studio multicentrico che indaga la salute orale in relazione al fumo e alle alternative senza combustione. Nell’ultima giornata, Riccardo Polosa ha illustrato l’iniziativa DiaSmokeFree e la sua evoluzione: dalle raccomandazioni internazionali sulla cessazione del fumo e sulla riduzione del danno per i fumatori con diabete di tipo 2, fino alla costruzione di un consenso scientifico e alle possibili applicazioni nella pratica clinica diabetologica.

I quattro casi studio hanno offerto esempi concreti di come protocolli condivisi, competenze multidisciplinari e reti internazionali possano sostenere ricerche capaci di produrre risultati rilevanti anche oltre i confini delle singole istituzioni.

Dal confronto scientifico all’esperienza diretta nei laboratori

Uno degli elementi più distintivi del workshop è stata la possibilità, per i partecipanti, di conoscere direttamente l’ambiente di ricerca del CoEHAR.

All’Università di Catania, Konstantinos Partsinevelos e Rosalia Emma hanno illustrato i sistemi di esposizione al fumo e agli aerosol dei dispositivi elettronici, mentre Alfio Distefano e Giuseppe Carota hanno presentato gli endpoint biologici, i biomarcatori e gli approcci preclinici. I partecipanti hanno quindi preso parte a sessioni pratiche a rotazione nei laboratori Smoking/Vaping e Biotox, approfondendo le tecniche di generazione degli aerosol, i sistemi di esposizione, la raccolta dei campioni e le analisi cellulari. Per i ricercatori ospiti, l’accesso diretto alle infrastrutture di laboratorio ha rappresentato un’opportunità raramente offerta dagli incontri scientifici tradizionali. È stato possibile passare immediatamente dalla discussione di una questione metodologica all’osservazione concreta delle procedure sperimentali, confrontando gli approcci con i ricercatori del CoEHAR e valutando come adattare o replicare i protocolli nelle rispettive istituzioni.

Il confronto scientifico è poi proseguito attraverso tavole rotonde tematiche dedicate a salute orale, salute cardiometabolica e respiratoria, salute pubblica, epidemiologia e replicabilità sperimentale. Questi ambiti sono stati affrontati non come settori isolati, ma come aree interconnesse nelle quali la cooperazione multidisciplinare può generare nuove domande scientifiche e programmi di ricerca più ambiziosi. Alle discussioni hanno contribuito, tra gli altri, Amaliya, Davide Capodanno, Walter Currenti, Carlo Bellanca, Venera Tomaselli e Yusuff A. Adebisi, insieme a Li Volti, Polosa e ai gruppi di ricerca del CoEHAR.

Le attività hanno favorito il dialogo tra discipline differenti, contribuendo a individuare interessi scientifici comuni tra le istituzioni partecipanti.

Co-design: dove nascono nuove collaborazioni

L’elemento più innovativo del workshop è emerso nel passaggio dal confronto scientifico alla progettazione condivisa della ricerca.

Con il coordinamento di Jakub Weglarz e Daniela Saitta, i ricercatori internazionali hanno lavorato insieme agli esperti del CoEHAR in quattro gruppi, individuando priorità comuni e sviluppando idee preliminari per futuri studi collaborativi e multicentrici. L’obiettivo non era produrre protocolli di ricerca completi nell’arco di poche ore, ma avviare quel processo, più complesso e impegnativo, che precede la realizzazione di uno studio multicentrico: individuare una domanda scientifica rilevante, comprendere il contributo che ciascun partner può offrire, valutare gli approcci metodologici e riconoscere le condizioni operative necessarie per lavorare insieme.

Questo formato ha trasformato il ruolo degli ospiti internazionali. Non erano più soltanto un pubblico chiamato ad ascoltare l’esperienza del CoEHAR. Sono diventati potenziali partner scientifici, portando nella discussione le proprie priorità, competenze e prospettive.

I gruppi hanno presentato le proprie proposte attraverso brevi pitch, seguite da discussioni collettive sulla rilevanza scientifica, sulla fattibilità e sulle possibili opportunità di finanziamento.

Il workshop si è quindi concluso con una riflessione sulle prospettive del CoEHAR Project Pipeline 2027, individuando priorità, possibili coordinatori e tappe successive per dare continuità alle collaborazioni avviate.

La Scienza, le persone e l’esperienza a Catania

La collaborazione scientifica si fonda anche sulle relazioni umane, e il workshop ha offerto numerose occasioni per costruirle e rafforzarle.

Un momento particolarmente significativo è stato il caloroso e informale benvenuto rivolto ai partecipanti internazionali dal Rettore dell’Università di Catania. La sua visita ha testimoniato il forte impegno dell’Ateneo a favore della ricerca internazionale e multidisciplinare, incoraggiando il dialogo e la nascita di nuove connessioni tra ricercatori provenienti da Paesi e ambiti scientifici differenti. Più che un saluto istituzionale, è stata un’autentica occasione di incontro e confronto, capace di rafforzare un principio fondamentale: le collaborazioni scientifiche di successo nascono prima di tutto dalle persone.

Le conversazioni informali, le attività di networking e i momenti condivisi a Catania hanno ulteriormente consolidato questi legami, richiamando uno dei principi alla base dell’approccio internazionale del CoEHAR: le collaborazioni durature non si costruiscono soltanto attraverso protocolli di ricerca e accordi istituzionali, ma anche grazie alla fiducia reciproca, agli obiettivi condivisi e alla volontà delle persone di lavorare insieme.

Catania rappresenta un contesto particolarmente favorevole a questo modello. La presenza di un’importante istituzione accademica, l’accessibilità delle infrastrutture di ricerca e l’atmosfera unica della Sicilia consentono di affiancare a un intenso lavoro scientifico quelle interazioni informali dalle quali spesso nascono le idee migliori e le collaborazioni più solide.

Per il CoEHAR, il workshop ha rappresentato un ulteriore passo verso lo sviluppo di una piattaforma di ricerca autenticamente internazionale. Mettendo in collegamento ricercatori, clinici, istituzioni e infrastrutture scientifiche di Paesi diversi, il Centro punta a costruire un portfolio crescente di studi collaborativi, capace di attrarre nuovi partner, finanziamenti per la ricerca e investimenti internazionali.

La prossima sfida sarà trasformare le idee sviluppate a Catania in programmi internazionali sostenibili. Le basi sono state poste, sono nate nuove relazioni scientifiche e diverse proposte di collaborazione stanno già prendendo forma.

CoEHAR International Workshop 27-29 October 2026 – Programme Overview

Esplora la galleria dei momenti più rilevanti del Workshop

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