Cinque incontri internazionali, due città europee e un obiettivo condiviso: contribuire al miglioramento della gestione del diabete di tipo 2 attraverso il confronto scientifico e la collaborazione multidisciplinare.

Con la conclusione della quinta edizione di Type 2 Diabetes in Internal Medicine Practice – Experience Sharings, svoltasi a Riga il 26 e 27 settembre 2026, il CoEHAR dell’Università di Catania e DAHUDER, l’Associazione turca degli specialisti di Medicina Interna, raggiungono un importante traguardo in un percorso di cooperazione scientifica che ha coinvolto ricercatori e clinici di diversi Paesi.

Avviata a Catania nel maggio 2025, l’iniziativa si è progressivamente consolidata come occasione di confronto internazionale sulle sfide della pratica clinica, sulle nuove evidenze scientifiche e sulle strategie innovative per la gestione del diabete, rafforzando il dialogo tra le comunità scientifiche coinvolte.

Una rete di collaborazione scientifica internazionale

Le prime due edizioni, ospitate a Catania nel maggio e nell’ottobre 2025, hanno posto le basi di un modello di confronto fondato sulla condivisione delle esperienze cliniche, sull’analisi delle evidenze scientifiche e sulla discussione di casi complessi. L’iniziativa si è successivamente spostata a Riga, in Lettonia, dove si sono svolte la terza e la quarta edizione nel giugno 2026, seguite dal quinto appuntamento nel settembre dello stesso anno.

Nel corso dei cinque incontri, i programmi scientifici hanno affrontato numerosi aspetti della gestione del diabete di tipo 2: dalla fisiopatologia alla medicina personalizzata, dalle nuove terapie ipoglicemizzanti alla protezione cardiovascolare, fino alle complicanze metaboliche e alla gestione dei pazienti con molteplici fattori di rischio.

La discussione interattiva di casi clinici e lo scambio di esperienze tra specialisti hanno rappresentato elementi centrali del format Experience Sharings, favorendo il collegamento tra i progressi della ricerca e le problematiche affrontate quotidianamente nella pratica clinica.

Per il CoEHAR, questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di internazionalizzazione scientifica: un’opportunità per consolidare le relazioni con la comunità medica internazionale, promuovere il confronto multidisciplinare e portare le proprie competenze di ricerca all’interno di un dibattito più ampio sulla prevenzione e sulla gestione delle malattie croniche.

Il contributo multidisciplinare del CoEHAR e dell’Università di Catania

Le cinque edizioni hanno visto il coinvolgimento di un ampio gruppo di ricercatori e clinici, valorizzando il contributo del CoEHAR e dell’Università di Catania a un programma scientifico internazionale caratterizzato dall’integrazione di competenze differenti.

Per il CoEHAR hanno contribuito il Prof. Riccardo Polosa, il Prof. Giovanni Li Volti, la Prof.ssa Lucia Frittitta, il Prof. Sandro La Vignera, il Prof. Pasquale Caponnetto, il Prof. Antonino Di Pino, il Prof. Davide Campagna e la Dr.ssa Rossella Cannarella.

Ulteriori contributi dell’Università di Catania sono arrivati dal Dr. Carlo Bellanca e dal Dr. Walter Currenti, mentre tra gli esperti clinici esterni figurano il Dr. Domenico Arcoria, il Dr. Lorenzo Arcoria e il Dr. Roberto Curto.

Le competenze coinvolte spaziano dalla medicina interna alla diabetologia, dall’endocrinologia alla salute metabolica e cardiovascolare, fino alla cessazione del fumo, alla riduzione del danno da tabacco e alle nuove strategie terapeutiche. Questa partecipazione multidisciplinare testimonia la capacità del CoEHAR di contribuire al confronto scientifico tra specialità differenti, collegando le proprie attività di ricerca sulla riduzione del danno ad ambiti più ampi della medicina clinica e della prevenzione.

Cessazione del fumo e riduzione del danno nella gestione del diabete

Uno degli elementi distintivi del contributo del CoEHAR è stata l’attenzione al rapporto tra fumo, salute metabolica e gestione delle malattie croniche.

Il fumo rappresenta un importante fattore di rischio modificabile per le persone con diabete, aumentando il rischio cardiovascolare e complicando la gestione della patologia nel lungo periodo. La cessazione del fumo costituisce quindi una componente essenziale di un approccio integrato alla cura del diabete.

Nel corso degli incontri, i ricercatori del CoEHAR hanno contribuito al dibattito sulle strategie personalizzate di cessazione, sulla riduzione del danno da tabacco, sulle alterazioni metaboliche e sull’influenza dei fattori ambientali e degli stili di vita sulla salute. Questi temi sono stati affrontati insieme alle più recenti innovazioni farmacologiche, alle strategie di protezione cardiovascolare e agli approcci di medicina personalizzata, evidenziando l’importanza di intervenire sui diversi fattori di rischio attraverso una visione complessiva del paziente. Anche il programma della quinta edizione ha approfondito le modificazioni metaboliche e nutrizionali associate alla cessazione del fumo, sottolineando la rilevanza di questi aspetti nella gestione clinica del diabete.

Portando questi temi all’interno di un forum internazionale dedicato principalmente alla diabetologia, il CoEHAR ha contribuito ad ampliare il confronto scientifico sul ruolo della prevenzione e della riduzione del rischio nella gestione delle patologie croniche.

Oltre i cinque incontri: il valore di una cooperazione scientifica continuativa

Il significato dell’iniziativa CoEHAR–DAHUDER non risiede soltanto nel numero di appuntamenti realizzati, ma soprattutto nella continuità del confronto scientifico sviluppato attraverso le diverse edizioni. Da Catania a Riga, il percorso ha offerto a ricercatori e clinici l’opportunità di condividere prospettive differenti, discutere le evidenze emergenti e consolidare le relazioni professionali oltre i confini nazionali e disciplinari.

Per il CoEHAR, questa esperienza si inserisce pienamente nella propria missione di promozione della cooperazione scientifica internazionale, della ricerca interdisciplinare e di approcci basati sulle evidenze per ridurre i rischi prevenibili per la salute. La conclusione delle cinque edizioni rappresenta quindi un’occasione per valorizzare il percorso compiuto e le prospettive di ulteriori scambi scientifici tra le comunità coinvolte.

Quella che era nata come un’iniziativa congressuale internazionale a Catania si è trasformata in una piattaforma continuativa di dialogo tra comunità scientifiche, dimostrando come la cooperazione possa favorire l’incontro tra ricerca, esperienza clinica e prevenzione nella gestione delle malattie croniche complesse.

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