In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco 2026, CoEHAR ha riunito esperti di medicina, salute pubblica, economia sanitaria e salute globale nell’ambito della LXII Riunione Scientifica della Società Italiana di Economia, Demografia e Statistica (SIEDS), svoltasi presso l’Università di Catania dal 27 al 29 Maggio.
La sessione internazionale, dal titolo “A One Health Approach to Tobacco Harm Reduction: Linking Clinical, Environmental, and Socio-Economic Systems for Population-Level Impact”, ha evidenziato la necessità di affrontare il peso delle malattie correlate al fumo attraverso un approccio integrato e basato sulle evidenze scientifiche.
Moderata dal Direttore del CoEHAR, Prof. Giovanni Li Volti, la sessione ha visto la partecipazione del Prof. Riccardo Polosa (Università di Catania. fondatore del CoEHAR), del Prof. Donald Kenkel (Cornell University, USA) e del Dr. Yusuff Adebayo Adebisi (University of Glasgow, Regno Unito).
Ad aprire il confronto scientifico è stato il Prof. Polosa, che ha ripercorso le evidenze disponibili in merito agli effetti della combustione del tabacco sulla salute, e al potenziale ruolo dei prodotti alternativi senza combustione nel favorire la cessazione e ridurre l’esposizione alle sostanze tossiche responsabili della maggior parte delle patologie fumo-correlate. Nel suo intervento, Polosa ha ricordato come, nonostante decenni di politiche di controllo del tabacco, nel mondo vi siano ancora oltre un miliardo di fumatori e milioni di decessi prevenibili ogni anno. In questo contesto, la riduzione del danno da fumo è stata presentata non come un’alternativa alla cessazione, ma come una strategia complementare per quei fumatori che non riescono o non intendono smettere completamente di assumere nicotina. Ampio spazio è stato dedicato anche ai risultati della ricerca CoEHAR, inclusi i progetti del progetto REPLICA, coordinato dai prof. Li Volti e Caruso, e numerosi studi clinici che hanno documentato miglioramenti della funzionalità respiratoria, della clearance mucociliare, di alcuni parametri cardiovascolari e dei tassi di astinenza nei fumatori che abbandonano completamente le sigarette combustibili.
La dimensione economica e sociale del problema è stata invece affrontata dal Prof. Kenkel. Il suo intervento si è concentrato sul rapporto tra fumo, disuguaglianze socioeconomiche, tassazione e riduzione del danno da fumo. Kenkel ha evidenziato come il consumo di sigarette sia oggi sempre più concentrato nelle fasce economicamente e socialmente svantaggiate della popolazione, contribuendo ad amplificare le disuguaglianze di salute. Pur riconoscendo l’efficacia delle tasse sul tabacco nel ridurre il consumo di sigarette, il professore statunitense ha sottolineato come tali misure possano avere effetti regressivi sui gruppi più vulnerabili. Sulla base delle evidenze disponibili in economia sanitaria, Kenkel ha sostenuto che le politiche pubbliche dovrebbero favorire il passaggio dei fumatori verso prodotti non combustibili a rischio significativamente ridotto, contribuendo così sia alla diminuzione del fumo sia alla riduzione delle disuguaglianze sanitarie.
A completare il quadro è stato l’intervento del Dr. Adebisi, che ha affrontato il tema della qualità delle evidenze scientifiche necessarie per guidare le politiche di salute pubblica. La sua relazione si è focalizzata sul ruolo della Real-World Evidence, dei metodi di inferenza causale e della ricerca interdisciplinare nella valutazione dell’impatto a lungo termine dei prodotti senza combustione sulla salute, sull’ambiente e sugli aspetti socioeconomici. Secondo Adebisi, molte delle attuali discussioni sulla riduzione del danno da fumo riguardano sempre più la qualità delle metodologie utilizzate per produrre evidenze e meno l’esistenza stessa di differenze di rischio tra prodotti combustibili e non combustibili. La sfida, oggi, è costruire sistemi di valutazione rigorosi e trasparenti che consentano di misurare correttamente l’impatto delle strategie di riduzione del danno a livello di popolazione.
In linea con il tema generale della riunione SIEDS, la sessione ha adottato una prospettiva One Health, riconoscendo che il danno provocato dal fumo non riguarda esclusivamente il singolo individuo, ma coinvolge sistemi sanitari, sostenibilità economica, produttività, ambiente e benessere sociale.
“Il futuro del controllo del tabagismo dipenderà dalla nostra capacità di integrare evidenze scientifiche provenienti da discipline diverse,” ha dichiarato il Prof. Li Volti. “Il paradigma One Health offre proprio questa opportunità, mettendo in dialogo medicina, salute pubblica, economia e scienze ambientali per comprendere meglio come strategie innovative di riduzione del danno possano contribuire al miglioramento della salute della popolazione.”
“Ridurre il peso delle malattie correlate al fumo richiede molto più che slogan,” ha affermato il Prof. Polosa. “Servono scienza, innovazione e la disponibilità a valutare tutte le opzioni basate sulle evidenze che possano aiutare i fumatori ad allontanarsi dalla combustione del tabacco. La riduzione del danno da fumo deve essere considerata parte integrante di una strategia di salute pubblica orientata a salvare vite e ridurre il carico di malattia associato al fumo.”
La sessione si è conclusa con un messaggio condiviso da tutti i relatori: se smettere di fumare resta l’obiettivo ideale, ridurre l’esposizione alla combustione deve rappresentare una priorità concreta di salute pubblica. Per ottenere risultati significativi sarà necessario continuare a investire in ricerca, collaborazione internazionale e politiche pragmatiche fondate sulle evidenze scientifiche.
La Giornata Mondiale Senza Tabacco 2026 ha rappresentato così un’importante occasione per riaffermare che la lotta al fumo non è ancora conclusa, ma che l’innovazione scientifica, la collaborazione interdisciplinare e una visione One Health possono contribuire ad accelerare il percorso verso una popolazione più sana.



