Il CoEHAR rivela che la ricerca scientifica nel campo delle e-cig è lacunosa e necessita di una riforma urgente 

Un team di ricercatori internazionali, coordinati dal CoEHAR, ha esaminato 24 tra i più citati studi sul vaping, pubblicati su note riviste di medicina. I risultati sono allarmanti: la quasi totalità degli studi ha rilevato difetti metodologici, mancando di una chiara ipotesi, utilizzano un metodo inadeguato, non rilevano dati essenziali e non correggono i risultati considerando ovvi fattori di confondimento. 

Gli errori nel campo della ricerca scientifica applicata alle sigarette elettroniche sono molto comuni e determinano una crescente distorsione della verità scientifica. Ma quali sono i difetti più comuni negli studi di settore? 

Un team di ricercatori internazionali, coordinati dal CoEHAR, ha esaminato 24 tra i più citati studi sul vaping, pubblicati su note riviste di medicina. I risultati sono allarmanti: la quasi totalità degli studi ha rilevato difetti metodologici, mancano di una chiara ipotesi, utilizzano un metodo inadeguato, non rilevano dati essenziali e non correggono i risultati considerando ovvi fattori di confondimento. 

LINK: https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s11739-022-02967-1.pdf

Catania, 24 marzo 2022– Affinché si possano attuare politiche di salute pubblica efficaci, i risultati ottenuti grazie ai lavori nel campo della ricerca scientifica devono essere metodologicamente validi e solidi.

Le ricerche nel campo delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato sono mal progettate, condotte ed interpretate. Di conseguenza, è impossibile fornire informazioni accurate e bilanciate che permettano di adottare politiche di controllo del tabacco e di conseguenza stili di vita più sani. L’imperante disinformazione diffusa attraverso i media nel campo dei prodotti alternativi privi di combustione contribuisce a creare scetticismo ed indifferenza nel pubblico, soprattutto tra i fumatori. Come risultato, molti fumatori sono scoraggiati dal passare a prodotti a rilascio di nicotina meno dannosi.

Un gruppo di esperti internazionali ha collaborato con i ricercatori del CoEHAR, il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla riduzione del danno dal fumo dell’Università di Catania, pubblicando un’approfondita valutazione critica in merito agli studi più citati nel campo del vaping e dei prodotti a tabacco riscaldato.

Il lavoro, intitolato “Analysis of common methodological flaws in e-cigarette epidemiology research” e pubblicato su Internal and Emergency Medicine, rivela gli errori più comuni che i ricercatori hanno commesso studiando l’impatto sulla salute dei prodotti contenenti nicotina privi di combustione.

Sotto la supervisione della dott.ssa Cother Hajat, dell’Università degli Emirati Arabi Uniti, i ricercatori hanno analizzato i 24 studi più popolari sul vaping e pubblicati sulle più autorevoli riviste internazionali di medicina. Gli scienziati hanno notato una pletora di errori disastrosi; ogni lacuna è stata identificata, categorizzata e accuratamente studiata.

Gli autori concludono che molte delle ricerche più influenti sulle sigarette elettroniche sono di scarsa qualità e inadeguate a indirizzare le scelte di salute pubblica e offrire raccomandazioni  pratiche per migliorare al ricerca in questo campo.

La maggior parte degli studi inclusi nella ricerca non ha beneficiato di una appropriata progettazione e non ha dato risposta alle ipotesi e alle domande iniziali presentate. Nel nostro lavoro offriamo delle raccomandazioni pratiche che possono migliorare enormemente la qualità e il rigore della ricerca futura nel campo della riduzione del danno” spiega la dott.ssa Hajat.

Categorico il prof. Polosa: “La reiterazione sistematica degli stessi errori che conducono a una scienza priva di informazioni utili è la nuova pandemia! Sono sbalordito che studi di così bassa qualità abbiano passato la revisione editoriale di prestigiose riviste scientifiche. È in gioco la credibilità degli scienziati nel campo del controllo del tabacco e della loro attività di ricerca”.