La prevenzione cardiovascolare negli adolescenti non può limitarsi esclusivamente alla prevenzione del fumo. Un nuovo studio condotto dal CoEHAR in collaborazione con l’Università Kore di Enna, pubblicato sulla rivista High Blood Pressure & Cardiovascular Prevention, evidenzia come l’ipertensione arteriosa rappresenti già oggi un importante segnale precoce di rischio cardiovascolare in questa fascia di età.

Lo studio, realizzato su 1.301 adolescenti di età compresa tra 13 e 18 anni della Sicilia occidentale, ha rilevato che il 7,5% dei partecipanti, pari a circa un adolescente su tredici, presenta valori di pressione arteriosa elevati secondo i criteri della European Society of Hypertension (ESH) 2016.

L’analisi ha evidenziato un quadro molto chiaro: gli adolescenti con pressione arteriosa elevata presentavano più frequentemente un peso corporeo maggiore, un indice di massa corporea (BMI) più elevato, e una maggiore prevalenza di sovrappeso e obesità.

Questi dati suggeriscono che l’aumento della pressione arteriosa in adolescenza raramente rappresenta un fenomeno isolato, ma si inserisce in un più ampio quadro di rischio cardiometabolico precoce.

Investire nella prevenzione prima dell’età adulta

Le evidenze scientifiche disponibili dimostrano che valori pressori elevati durante l’infanzia e l’adolescenza sono associati a un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari in età adulta. Per questo motivo, gli autori sottolineano l’importanza di identificare precocemente i soggetti a rischio attraverso programmi di screening e promuovere stili di vita salutari fin dai primi anni di vita.

La misurazione della pressione arteriosa dovrebbe quindi entrare a far parte delle valutazioni di routine negli adolescenti, insieme alla promozione dell’attività fisica, di una corretta alimentazione, del controllo del peso corporeo e della prevenzione dell’iniziazione al fumo.

Oltre la sola prevenzione del fumo

La prevenzione del tabagismo resta uno dei pilastri della salute pubblica, soprattutto durante l’adolescenza, periodo in cui la maggior parte dei fumatori inizia a consumare tabacco.

Tuttavia, questo studio suggerisce che i futuri programmi di prevenzione cardiovascolare dovrebbero dedicare maggiore attenzione anche ad altri fattori di rischio modificabili, come l’ipertensione arteriosa, l’obesità, la sedentarietà e le alterazioni metaboliche. Identificare precocemente queste condizioni rappresenta un’opportunità concreta per ridurre il rischio cardiovascolare a lungo termine, intervenendo prima che si sviluppino danni vascolari permanenti.

“Prevenire l’iniziazione al fumo rimane essenziale, ma oggi sappiamo che non basta,” commenta il Prof. Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR. “Misurare regolarmente la pressione arteriosa, contrastare il sovrappeso, promuovere l’attività fisica e adottare interventi preventivi precoci devono diventare parte integrante delle strategie dedicate alla salute degli adolescenti. La prevenzione cardiovascolare inizia molto prima dell’età adulta.”

I risultati dello studio confermano il valore dei programmi di screening nelle scuole e sostengono un approccio più completo alla prevenzione cardiovascolare in età adolescenziale, capace di integrare la lotta al tabagismo con l’identificazione precoce dei principali fattori di rischio cardiometabolico.

Lo studio

Carollo C, Peritore L, Sorce A, Cirafici E, Bennici M, Tortorici L, Polosa R, Mulè G, Geraci G. Prevalence of Hypertension in Adolescents: Differences Between 2016 ESH and 2017 AAP Guidelines. J Clin Med. 2025 Mar 12;14(6):1911. doi: 10.3390/jcm14061911

https://www.mdpi.com/2077-0383/14/6/1911

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