Come spiegato dai ricercatori, i dati dello studio dimostrano l'oggettività e l'affidabilità di questi strumenti digitali nella valutazione dell'accumulo della placca dentale e dovrebbero essere utilizzati in concomitanza con un esame clinico completo al fine di garantire una valutazione olistica della salute orale.
placca dentale

Riproducibilità e standardizzazione: sono queste le parole chiave per valutare gli strumenti a nostra disposizione per la quantificazione della placca dentale. Una revisione condotta dai ricercatori del CoEHAR mostra che i sistemi digitali basati sull’analisi avanzata dell’immagine rappresentano una nuova frontiera per la rilevazione e misurazione della placca orale.

LINK ALLO STUDIO: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0300571223003585

La placca dentale è un biofilm trasparente che si deposita sulla superficie dei denti ed è composta da batteri e altri microrganismi. L’accumulo della placca dentale è collegato all’insorgenza di alcune malattie orali, tra cui carie e parodontiti.

La placca dentale è comunemente valutata utilizzando indici di punteggio visivo, ma ci sono alcune limitazioni a questa valutazione, come la natura soggettiva del processo di valutazione, le imprecisioni per livelli di placca bassi o particolarmente alti e le variazioni nei protocolli utilizzati per il punteggio del livello di placca.

I sistemi di rilevazione e misurazione basati su un’analisi avanzata delle immagini rappresentano una nuova frontiera nella valutazione della placca: i nuovi strumenti digitali, come gli scanner di immagini 3D, possono rilevare e monitorare la placca dentale generando immagini tridimensionali a colori in un brevissimo lasso di tempo. L’utilizzo di queste tecniche digitali per rilevare la placca presenta numerosi vantaggi, tra cui la standardizzazione delle procedure, la mitigazione parziale della soggettività intrinseca alla valutazione clinica e l’ottimizzazione nell’archiviazione dei dati.

I ricercatori del CoEHAR hanno condotto una revisione della letteratura di settore per valutare la validità e l’affidabilità degli strumenti digitali emergenti per la rilevazione della placca dentale in ambito clinico.

Lo studio “A scoping review of new technologies for dental plaque quantitation: benefits and limitations” ha identificato 576 articoli, con un totale di 13 inclusi nella revisione, pubblicati tra il 2015 e il 2023.

Gli studi sono stati condotti in 9 paesi in tutto il mondo: 3 negli Stati Uniti, 2 in Cina, 2 in Corea del Sud, uno per ciascuno dei seguenti paesi: Italia, Germania, Paesi Bassi, India, Argentina e Brasile.

Nel complesso, secondo la maggior parte degli studi inclusi, i sistemi basati sull’immagine forniscono un valido metodo per valutare la placca microbica, paragonabile agli indici clinici ben consolidati della placca dentale.

Durante l’acquisizione e l’elaborazione delle immagini digitali per la valutazione della placca dentale, bisogna considerare i cosiddetti  “bias”, ovvero i “preconcetti” dell’operatore, ovvero valutazione errate che portano a una parziale o scorretta valutazione dei risultati. I bias possono essere legati al numero di operatori o alla loro formazione. Tra i 13 studi inclusi, solo sei specificavano che la metodologia prevedeva un’attenzione particolare verso l’imparzialità degli operatori rispetto ai risultati della valutazione clinica. L’inclusione di operatori diversi per eseguire la valutazione clinica e quella basata sull’immagine è cruciale per prevenire il bias informativo.

Come spiegato dai ricercatori, i dati dello studio dimostrano l’oggettività e l’affidabilità di questi strumenti digitali nella valutazione dell’accumulo della placca dentale e dovrebbero essere utilizzati in concomitanza con un esame clinico completo al fine di garantire una valutazione olistica della salute orale.

Articolo disponibile anche in lingua inglese